10agostoGiornalieroAntenati PoeticiAntenati Poetici per Humana Natura Festival

Dettagli

GLI ANTENATI POETICI

Edizione di Berbenno Humana Natura Festival
Laboratorio performativo, fotografico e comunitario

A cura de Il Pesce d’Oro

Gli Antenati Poetici è un laboratorio di mezza giornata dedicato alla creazione di una memoria collettiva e immaginaria. Partendo da una grande fotografia di gruppo d’epoca – che ogni partecipante riceverà in anticipo – si sceglie un proprio “antenato poetico” tra le figure ritratte, e si attraversa un percorso di scrittura, travestimento e fotografia vernacolare contemporanea.
Nel corso del laboratorio, ogni partecipante è accompagnato in tutte le fasi dai membri de Il Pesce d’Oro, un gruppo artistico allenato all’ascolto, alla scrittura, alla composizione visiva e alla cura delle relazioni. I partecipanti sono liberi di seguire i propri desideri e ritmi personali: il laboratorio è un luogo di gioco serio, uno spazio protetto e accogliente in cui ognuno può abitare la propria voce e la propria presenza.
L’intento non è ricostruire fedelmente un’epoca, ma far emergere un lessico familiare trasversale, capace di attraversare epoche, memorie, simboli e intuizioni. Non è l’autenticità storica che cerchiamo, ma quella emotiva: legami che si svelano al di là del sangue, e che rivelano come la finzione possa essere uno strumento verissimo di conoscenza e appartenenza.

Programma

14:30 – 16:00 | Scrittura poetica e biografie immaginarie

Si comincia con la visione collettiva della grande fotografia di gruppo ricevuta nei giorni precedenti. Ogni partecipante sceglie il proprio antenato poetico tra le figure ritratte e inizia a scriverne la biografia immaginaria.
Si potrà scrivere a mano, usare penne colorate, carta, gli strumenti messi a disposizione. Si entra nel mondo dell’antenato: chi è, perché è lì, cosa faceva, cosa sogna, cosa ha perso, cosa lo ha portato fino a quell’istante congelato nella fotografia?

16:00 – 17:30 | Lettura condivisa e costruzione collettiva delle storie

Per chi lo desidera, si apre uno spazio di lettura condivisa delle biografie. Questo momento non è obbligatorio: è un’occasione, e avviene nel rispetto delle pratiche di immersione e restituzione proprie della poetica de Il Pesce d’Oro.
Attraverso l’ascolto, si intrecciano relazioni tra gli antenati, si chiariscono i legami e si immagina collettivamente il contesto in cui la fotografia è stata scattata.
La domanda che ci guida è: “Quando e perché è stata scattata questa nostra fotografia di gruppo?”

17:30 – 19:00 | Travestimento e composizione visiva degli antenati

Nel laboratorio interno inizia la fase di travestimento. Si dà forma visiva agli antenati poetici con abiti, accessori, tessuti e oggetti evocativi portati da sé o messi a disposizione dal gruppo.
I membri de Il Pesce d’Oro accompagnano ogni partecipante nella composizione del personaggio, suggerendo accostamenti e forme che diano coerenza emotiva all’insieme. L’aspetto finale non cerca l’accuratezza storica, ma la potenza simbolica e relazionale del personaggio inventato.

19:30 – 20:00 | Scatti fotografici con polaroid e banco ottico

Si va all’esterno per realizzare la fotografia vernacolare contemporanea di gruppo. Si scatteranno anche polaroid individuali, piccole reliquie poetiche da conservare o condividere, che documentano la trasformazione e il passaggio.

Cena conviviale e prosecuzione del rito

A conclusione del laboratorio, chi desidera potrà fermarsi per una cena conviviale all’aperto o in interno (a seconda del meteo). L’ideale sarebbe che ciascuno portasse un piatto a sé caro, qualcosa che ha valore affettivo o familiare.
Durante la cena, potremo continuare a far vivere i nostri antenati poetici: parlando, giocando, ricordando, condividendo. L’antenato poetico può essere uno strumento di cura, di commiato, di resa, o di rivoluzione.
È un modo per parlare di sé senza dover parlare solo di sé. Per narrare, attraverso l’altro inventato, una verità più profonda.

Perché questo laboratorio parla di radici?

Anche se ciò che creiamo è immaginario e poetico, questo lavoro è profondamente legato al tema delle radici.
Radici non come genealogia biologica, ma come paesaggio interiore e relazionale: fatto di simboli, posture, parole, oggetti, sguardi.
Raccontare un antenato inventato significa attivare un senso di continuità affettiva: dare corpo a una memoria che non è mai esistita, ma che ci manca.
Attraverso il rito lento della fotografia vernacolare e il gioco dell’invenzione, esploriamo chi siamo stati, chi potremmo essere, chi stiamo diventando.

Altro

Quando

10 Agosto, 2025 Giornaliero(GMT+00:00)

Dove

C.A.S.A Centro Arte Suono Azione

via Papa Giovanni XXIII, 69

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