Costruire un libro d’artista
L’11 giugno, allo Spazio per Giovani | Room for Art in Scaletta Darwin 2 a Bergamo, inizia Costruire un libro d’artista: tra narrazione visiva e sperimentazione cartotecnica. Quattro giovedì — 11 e 18 giugno, 25 giugno, 9 luglio — per costruire, con le mani e con il pensiero, un oggetto che non è solo un libro.
Il laboratorio nasce dalla collaborazione con Bergamo Per Giovani, spazio del Comune di Bergamo dedicato alla ricerca e alla partecipazione giovanile. È rivolto a persone tra i 16 e i 30 anni che vogliono esplorare il libro non come contenitore di storie, ma come oggetto artistico in sé. Le iscrizioni sono aperte fino al 3 giugno.
Il percorso si divide in due piani che si intrecciano: quello teorico, metodologico e progettuale — guidato da Samanta Cinquini Mia — e quello tecnico-pratico e cartotecnico, a cura di Micaela Leonardi. Dalla costruzione del concept alle tecniche di rilegatura, dalla composizione visiva alla scelta dei materiali: ogni passaggio è un’occasione per interrogare il proprio modo di vedere e costruire senso.
Perché il libro d’artista non racconta qualcosa — lo rende esperibile. Piegare un foglio, stabilire una sequenza, scegliere un vuoto sono gesti minimi che portano dentro una visione del mondo.
Questo laboratorio è una soglia. E come ogni soglia, dice qualcosa di più grande di sé.



Il Pesce d’Oro è un progetto di ricerca permanente nato a Bergamo nel 2016. Non è semplice descriverlo perché non è una cosa sola: è un coro1 — un organismo vivo e eterogeneo composto da artiste, artisti, insegnanti, studenti, studentesse, lavoratori, lavoratrici, ricercatrici, ricercatori, educatrici, educatori.
Per anni questo nucleo è stato coltivato in una dimensione interna, quasi protetta. Poi si è aperto: laboratori, residenze, percorsi per comunità e scuole, collaborazioni con realtà come lo Spazio Autismo di Bergamo, l’Università degli Studi di Bergamo, il Teatro dei Sassi di Matera, Live Arts Culture di Venezia… Non come offerta di servizi, ma come estensione naturale di una ricerca.
I campi del fare sono molti — corpo, training, performance, colore, maschere, drammaturgia, spazio scenico, anatomia, artigianato, musica, fotografia, video, pratiche relazionali, spirituali… — e affondano tutte e tutti nella stessa radice: ogni struttura è un canovaccio aperto.
C’è qualcosa che attraversa tutto questo e che vale la pena nominare.
Viviamo in un tempo che tende a separare il pensiero dall’azione, che vuole risultati prima ancora che il processo abbia respirato. Il Pesce d’Oro sceglie di stare altrove: in quello spazio intermedio in cui non si sa ancora come andrà a finire, in cui qualcosa di nuovo può nascere proprio perché non era previsto.
Non è una posizione romantica. È una pratica. Il fare che immagina — che non aspetta di avere le idee chiare ma le trova nel gesto stesso — è forse il contributo più preciso che un progetto artistico possa dare al proprio tempo. Non spiegare il mondo, ma creare condizioni in cui sia possibile immaginarlo diversamente.
I laboratori, in questo senso, non trasmettono. Trasformano — anche (e sopratutto) chi guida.
Vuoi partecipare al laboratorio del libro d’artista? Iscriviti entro il 3 giugno sul sito di Bergamo Per Giovani. Per tutto il resto, scrivici.
- Il laboratorio è guidato da Samanta Cinquini Mia, con Micaela Leonardi in dialogo con il direttivo interno — Valentina Riva e Andrea Donnini. Il coro, invece, ha un numero variabile di membri: una ventina le persone più attive, fino a 50 adesioni sparse sul territorio italiano. ↩︎
